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	<title>Racconti Erotici Archivi - Chiamate HOT®</title>
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	<title>Racconti Erotici Archivi - Chiamate HOT®</title>
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		<title>Zia Elena (3a parte)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[W. F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Feb 2019 20:49:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti Erotici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aprii gli occhi, senza rendermi conto del fatto che erano passati pochi secondi, ritrovandomi così davanti alla faccia preoccupata di mia madre ed allo sghignazzo di Gigi e Mario. I miei amici sapevano quanta erba avessi fumato prima di salire in casa e avevano visto pure le coppette di spumante...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Aprii gli occhi, senza rendermi conto del fatto che erano passati pochi secondi, ritrovandomi così davanti alla faccia preoccupata di mia madre ed allo sghignazzo di Gigi e Mario. I miei amici sapevano quanta erba avessi fumato prima di salire in casa e avevano visto pure le coppette di spumante che avevo tracannato nell’attesa.</p>
<p>Immediatamente dietro, quasi pudicamente, era la faccia di zia Elena che, accoccolata, aveva messo i suoi occhi nei miei. Mio padre, in piedi da dietro, aveva capito diverse cose, anche che bel <i>derrière</i> avesse conservato la sua sorellina; guardava e sembrava rendersi conto del temporale in arrivo.</p>
<p>Cominciò la mia festa di compleanno: una sorta di delirio febbrile, tra volti deformati, parole storpiate, canzoni stonate, ghigni soffocati e urli striduli. Su tutti, quegli occhi che cercavo e che, quando trovavo, sfuggivo. Quei pezzi di carboni ardenti. Quel ghiaccio fossile, nero, che bruciava da tanto era freddo, che volteggiava come una farfalla dal volo imprevedibile nei suoi continui spostamenti e che bucava da parte a parte quando si posava.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Avevo un piatto con un pezzo di torta e la forchettina in una mano, un calice nell’altra (mia madre era stata convinta a versarmene due dita, malgrado lo svenimento).</p>
<p>Mi persi nel nero della maglia a collo alto di zia Elena, comparsa, non so come, accanto a me. Lei mi posò una mano, la sinistra, su un fianco, la destra sulla spalla, reclinando il viso alla sua destra, appoggiando le su labbra sulle mie, precedute dal seno che inevitabilmente premette, urlando, ed io lo sentii distintamente.</p>
<p>Poiché avevo le mani impegnate, per lei fu come entrare nella guardia abbassata di un pugile suonato. “<i>Buon compleanno, Toni!</i>”, disse una voce che veniva dal passato. La fragranza dei fiori delle <i>Mille e una Notte</i> uscì da quella bocca e arrivò al mio naso; le sue dita fini e affusolate fasciarono la mia spalla destra e il mio fianco sinistro, il mio ginocchio aveva sfiorato la sua coscia, il mio cuore era appoggiato, come a nutrirsi, alla sua mammella e fu lui a farmi dire, non so né come né perché: “<i>Eccomi, zia Elena</i>”.</p>
<p>Avevo una spaventosa erezione in corso. Lei se ne accorse, poiché l’altra sua gamba mi sfiorò, con la sua coscia, proprio lì. I suoi occhi mi attraversarono e la vidi persa in altri ricordi e pensieri. Mi prese il piatto e la coppetta, fece mezzo passo indietro e si voltò, piegandosi un poco, per appoggiarli sul vicino mobile.</p>
<p>Così facendo, la natica sfiorò nuovamente, ed è difficile pensare involontariamente, i pantaloni rigonfi. Tornando a rivolgersi a me, sfiorò i miei capelli con la sua mano sinistra: “<i>Va tutto bene, Toni</i>”, sussurrò. E sparì, allontanandosi con i miei genitori in cucina. Io restavo nella sala con i miei amici.</p>
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		<title>Zia Elena (2a parte)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[W. F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Feb 2019 11:48:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti Erotici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In mattinata era atterrata a Bergamo, con un volo economico proveniente da Londra, dov’era giunta da un quasi infinito girovagare di autobus Greyhound, aeroporti, compagnie low cost che l’avevano riportata nel suo Paese. Io, con tre compagni di liceo, tagliavo la meravigliosa torta che mia madre aveva preparato; ci eravamo...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In mattinata era atterrata a Bergamo, con un volo economico proveniente da Londra, dov’era giunta da un quasi infinito girovagare di autobus <i>Greyhound</i>, aeroporti, compagnie <i>low cost </i>che l’avevano riportata nel suo Paese. Io, con tre compagni di liceo, tagliavo la meravigliosa torta che mia madre aveva preparato; ci eravamo disinteressati dell’arrivo della zia, che ormai avevo sepolto nel dolore iniziale e nella prosecuzione dell’infanzia, prima, e dell’adolescenza, poi. I bambini ricordano tutto ma dimenticano in fretta. Adesso ero un liceale lasciato dalla propria fidanzata il giorno prima: Nella era troppo arrivista per accontentarsi di uno come me. Io non me ne ero accorto, ma da bambino intraprendente e coraggioso ero diventato adolescente timoroso e poi un giovane uomo pavido, che aveva paura della propria ombra e con un’eccessiva, per l’età, consapevolezza di sé. Nella probabilmente aveva addocchiato qualcuno, cui offrirsi proprio la sera dopo e non aveva voluto lasciarsi sfuggire l’occasione che San Valentino offriva.</p>
<p>Zia Elena era entrata, mentre mio padre le apriva la porta sulla sala. Sul tavolo si ergeva una superba torta a tre piani che mia madre, un vero asso in materia di cucina e di pasticceria, aveva preparato. La lettera <i>A</i> e il numero <i>18,</i> formato dalle apposite candeline, troneggiavano alla sommità del terzo e più piccolo disco ricoperto di cioccolata. Intorno a quella Sacher maestosa stavano Luigi, detto Gigi, Mario, mia madre ed io, con il coltello in mano, che voltammo insieme lo sguardo verso di lei, come scaglie ferrose attirate dalla calamita. E fu una calamita, anzi, una calamità quella entrò. Zia Elena, i capelli neri corvini, la pelle candida, il seno nascosto ma che urlava sotto una maglia scura a collo alto, le gambe snelle fasciate da pantaloni neri che non si comprendeva quando terminassero e quando invece cominciassero quegli stivali di pelle, nera, dal tacco vertiginoso e, soprattutto, quello sguardo che subito riconobbi essere lo stesso che incenerì il pirata della strada. Lei era diventata una pirata. La vita si era approfittata di lei e lei aveva risposto, difendendosi e rilanciando la sfida.</p>
<p>“<i>Toni</i>”, è la prima parola che disse entrando. Io non capii più niente. “<i>Non sento niente, niente. Non sento niente</i>”. Così mormorai. E svenni.</p>
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		<title>La mia Prima telefonata erotica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiamate HOT]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jan 2019 20:10:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti Erotici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono Madalena, ho 37 anni, vivo da sola e con la crisi che c&#8217;e&#8217; nel nostro paese, ho dovuto inventarmi un lavoro nuovo. Gironzolando sul web, ho trovato un annuncio che subito ha attirato la mia attenzione.&#8220;Lavoro da casa….mmm … lavoro da casa, comodo&#8221; ho pensato e senza esitare ho...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sono <strong><a href="https://chiamatehot.com/telefono-erotico-milf/madalena/">Madalena</a>,</strong> ho 37 anni, vivo da sola e con la crisi che c&#8217;e&#8217; nel nostro paese, ho dovuto inventarmi un lavoro nuovo.</p>



<p>Gironzolando sul web, ho trovato un annuncio che subito ha attirato la mia attenzione.<br />&#8220;Lavoro da casa….mmm … lavoro da casa, comodo&#8221; ho pensato e senza esitare ho preso la cornetta del telefono e ho digitato il numero indicato nel annuncio.</p>



<p>Mi ha risposto una ragazza, <em>&#8220;Si pronto…&#8221;</em></p>



<p><em>&#8220;Buongiorno sono Madalena chiamo per l&#8217;annuncio trovato in rete …&#8221;</em></p>



<p><em>&#8220;Ah sì&#8221;</em>, rispose subito la signora, <em>&#8220;si tratta di un servizio di </em><a href="https://chiamatehot.com/"><em><strong>Telefono Erotico</strong></em></a><em> l&#8217;hai già fatto questo tipo di lavoro?&#8221;</em></p>



<p><em>&#8220;Sinceramente no…. &#8220;</em> (effettivamente ero molto perplessa, su questo tipo di lavoro).</p>



<p>Scambiandoci due informazioni, ho deciso di provare, e ho pensato &#8220;perché no? Mi butto!</p>



<p>E così è partita la mia avventura con le telefonate erotiche.</p>



<p>Al primo squillo, appena collegata, ho iniziato a sudare freddo. ODDIO, e adesso che cavolo gli dico? E se non gli piace?</p>



<p>Mille pensieri mi sono passati per la testa, ho preso un forte respiro e ho risposto al cliente che aspettava dall&#8217;altra parte della cornetta.</p>



<p><em>&#8220;Pronto?&#8221;<br />&#8220;Ciao Tesoro sono Madalena, Come stai? Posso chiederti come ti chiami?&#8221;<br />&#8220;Se vuoi ti descrivo come sono fatta, ti va?&#8221;</em></p>



<p>Una volta finito di descrivere il mio corpo, sono partita in quinta.</p>



<p><em>&#8220;C&#8217;e qualcosa che ti piace in particolare?&#8221;</em></p>



<p><em>&#8220;Oh sì, mi piace quando me lo succhiano…&#8221;<br />&#8220;Mmmm.. ohh Tesoro&#8230;&#8221;</em>, ho risposto, <em>&#8220;io adoro succhiare cazzi, dai, mettiti comodo che mi occupo di te&#8221;.</em></p>



<p>L&#8217;uomo dall&#8217;altra parte della cornetta sembrava molto eccitato. Più gli raccontavo particolari su quello che stavo facendo in quel momento, più lo sentivo ansimare.</p>



<p><i>&#8220;Te lo lecco, te lo succhio, te lo sto ingoiando fino in gola&#8221;</i><br /><i>&#8220;Oh siiii amore hai un gran bel cazzo, lo voglio vedere esplodere dentro la mia bocca!&#8221;</i></p>



<p>Alla fine, la mia prima <strong><a href="https://chiamatehot.com/">Chiamata Hot</a> </strong>sulla <strong><a href="https://chiamatehot.com/linea-erotica/">Linea Erotica</a></strong> è durata 7 minuti.</p>



<p>Ero orgogliosa di me stessa, sono riuscita a farlo venire!!!</p>



<p>Dopo questa <strong><a href="https://chiamatehot.com/">telefonata hot</a></strong>, ho iniziato a pensare&#8230; <em>&#8220;Però, mica male questo lavoro!&#8221;</em></p>



<p>Le altre chiamate sono state un&#8217;altalena di varie emozioni.</p>



<p>Ognuno con una perversione e voglia diversa, quelli che vogliono <a href="https://chiamatehot.com/sesso-al-telefono/"><strong>sesso al telefono</strong></a> e basta e quelli che vogliono qualcuno con cui parlare.</p>



<p>Io non giudico nessuno in base alle sue voglie,  trovo anzi che sono molto coraggiosi a parlare apertamente di quello che gli piace in realtà.</p>



<p>Siamo umani, e chi di noi non ha perversioni che gli frullano nella testa?</p>



<p>Io le ho, e sono felicissima di potermi sfogare liberamente con i miei clienti.</p>



<p><strong>Adoro Il Mio Lavoro di operatrice di<a href="https://chiamatehot.com"> linea erotica</a>!</strong></p>



<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://chiamatehot.com/blog/la-mia-prima-telefonata-erotica/">La mia Prima telefonata erotica</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://chiamatehot.com/blog">Chiamate HOT®</a>.</p>
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